Testimonianza di due fidanzati del corso prematrimoniale

Forse troppo spesso nessuno ci pensa, ma il matrimonio è una chiamata di Dio.

Seguendo dunque questa speciale chiamata del Signore e percorrendo le sue strade, siamo arrivati anche noi, come Maria, al nostro “FIAT VOLUNTAS TUA” carichi di emozioni e pieni di paure ma pronti a sfidare ogni sorta di scoraggiamento trasmesso dal mondo che ci circonda, perchè consapevoli di essere nelle Sue mani, le più capaci ed affidabili.

Al momento della comunicazione a padre Valentino della nostra decisione di sposarci, abbiamo saputo che il corso in preparazione al matrimonio delle parrocchie della Unità Pastorale,  sarebbe iniziato esattamente  l’indomani, cioè il 16 febbraio 2017.

 Così, senza perdere tempo, ci siamo trovati in questo percorso!

 La sera del primo incontro del corso, disposti in cerchio, ogni fidanzato, delle sedici coppie presenti, ha presentato la rispettiva fidanzata – e viceversa – elencando 3 pregi e un difetto, creando tra l’altro, anche un momento simpatico. Dopo di che padre Francesco, coadiuvato da padre Valentino e padre Federico di S. Romano;  don Fabrizio di Capanne-Marti; don Matteo di Montopoli e Don Emmanuel di Casteldelbosco, ha introdotto la tematica dell’amore sponsale con il brano biblico di Tobia, affrontando il cammino verso la pienezza del dono di sè nelle due accezioni dell’abbandono della famiglia di origine (“per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno un unica carne” Gn 2,24) e delle tappe fondamentali che portano dall’innamoramento all’amore maturo.

 Nel secondo incontro abbiamo affrontato due tematiche centrali della vita di coppia, soffermandoci sull’importanza di mantenere l’autenticità degli “atti” (autentici/inautentici) nelle dinamiche di coppia e sul “dono” della castità.

 Nel terzo incontro, insieme a padre Federico Russo, sono stati analizzati i linguaggi dell’amore – “parlavano lingue diverse e si intendevano” (Atti 2) –  sottolineando la necessità di mettersi “a nudo” l’uno di fronte a l’altro, per la reciproca conoscenza di sè, finalizzata alla crescita di coppia.

 Accompagnati da Fra Federico Russo, siamo poi arrivati al quarto incontro, affrontando il tema della fecondità dell’amore, sia nella declinazione biologica che esistenziale, ponendo l’attenzione, con l’aiuto della testimonianza di una madre di famiglia, sul tema della teologia del corpo umano e dell’uso dei metodi naturali nella gestione della sessualità.

 Nel nostro percorso di fidanzamento, questo incontro è stato una conferma di ciò che avevamo appreso dall’esperienza di coppie amiche nell’adozione del metodo Billings.

 Il quinto incontro poi ha affrontato il tema del matrimonio come vocazione e sacramento, mettendo in luce il passaggio da semplice alleanza umana (1+1=1) all’amore elevato a sacramento  con Dio, per Dio e in Dio (1+1=3); vissuto nelle sue quattro qualità specifiche: totale, fedele, indissolubile, fecondo (cfr. 1 Gv 4, 7-16 e Ef 5, 21-31).

 Il primo dei due incontri conclusivi del corso, si è svolto a San Romano, alla presenza del nostro Vescovo, S.E. Mons. Andrea Migliavacca, il quale, in un breve confronto con le coppie, ha posto l’attenzione su tre grandi tematiche della vita matrimoniale:

 – il matrimonio come dono di Dio;

 – l’apertura della coppia al mondo;

 – la spiritualità di coppia;

 il tutto condito da una squisita cena.

 Il secondo incontro conclusivo si è svolto nella cornice del “Regina Mundi” a Calambrone: concludere per noi il percorso in preparazione al matrimonio laddove la nostra storia di coppia ha avuto inizio è stato emozionante e illuminante!

 Dopo l’entusiasmo iniziale …. per la comunicazione del menù del pranzo, ovvero la famosissima frittura di pesce, cavallo di battaglia del Regina Mundi (esperienza assai consolidata nei quattro ritiri del percorso delle dieci Parole durante il quale ci siamo incontrati, conosciuti e innamorati), ….. ci sono state presentate le modalità per strutturare il rito del matrimonio cristiano, spiegando l’importanza dei riti iniziali, delle preghiere e della liturgia della parola ( con alcuni spunti per la scelta delle letture).

 Ci è stato poi chiesto, partendo dal testo di Rut 1, 16-17, di ripercorrere le tappe del nostro fidanzamento attraverso l’esercizio spirituale del memoriale. Il tutto si è poi concluso con la catechesi di padre Valentino sul tema della pienezza della vita sponsale, analizzando il passo di Gv 2, 1-11 sul primo miracolo di Gesù alle nozze di Cana.

 Come simbolo del nostro percorso e “preoccupati” per l’eventuale perdita del nostro vino (come appunto i convitati al banchetto del brano evangelico) , i nostri accompagnatori ci hanno donato una piccola giara, simbolo dell’alleanza con Dio, da custodire con particolare attenzione e sollecitudine.

 Al termine di questo percorso e prossimi all’inizio del nostro cammino insieme come sposi vogliamo ringraziare di cuore tutto lo staff dell’unità pastorale 5 per la preparazione, l’impegno e la dedizione operosa  nella cura di tutte le giovani coppie.

  Elia & Maria Cristina