Ricollocata nel Santuario la statua della Madonna dopo il restauro

Finalmente è tornata a casa!

Dopo mesi senza di lei, la nostra Chiesa di San Romano sembrava un po’ più vuota e tutta la nostra Comunità un po’ orfana …

La Madonna non ci ha certo abbandonato e la sua presenza ci accompagnerà sempre, ma per la nostra Parrocchia, quella “semplice” statua di legno di circa ottocento anni e’ il segno visibile di quella presenza materna che é  parte integrante del cammino di Fede di ogni cristiano.

A seguito dell’ultimo atto vandalico subito lo  scorso autunno, la statua della Madonna di San Romano aveva riportato tra le altre cose gravi danni sia al volto della Vergine che del bambino, per cui si è reso necessario un delicato lavoro di restauro non semplice considerato che nel tempo, il legno di cui è costituita l’effige, ha subito altre lesioni da parte dei tarli.

L’opera di ripristino e’ stata curata dal laboratorio di restauro “Lo Studiolo” di Lucca ed ha riportato alla bellezza originaria non solo il volto di Maria e del Bambino, ma anche ha riscoperto la brillantezza dei colori delle vesti e degli altri dettagli.

La Madonna di San Romano e’ stata restituita alla venerazione dei fedeli lo scorso 19 maggio in occasione del Giubileo che ha chiuso l’attivita dell’anno della Unità Pastorale di cui fanno parte le parrocchie di Capanne, Marti, Casteldelbosco, Montopoli e, appunto, San Romano.

Accompagnati dai rispettivi sacerdoti, i fedeli, dopo aver varcato la Porta Santa della Famiglia,  hanno partecipato alla Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo Andrea.

Nella sua omelia il Vescovo ha richiamato l’attenzione di tutti sulla celebrazione Eucaristica particolarmente  ricca di segni e parole.

Segni,  rappresentati dall’attraversamento della Porta Santa e dalla ricollocazione dell’effige della Madonna; parole, cioè la Parola di Dio proclamata all’assemblea.

Attraversare la Porta Santa – ha detto il Vescovo Andrea –  vuol dire entrare in una casa che è la “Comunità” costituita   da tutta l’unita Pastorale e incontrare dei volti concreti, incontrare dei fratelli. Attraverso le attività della Unità Pastorale stessa si può dire di avere incontrato la Chiesa e quindi entrare attraverso la Porta Santa e’  un mettersi in movimento per incontrare la Chiesa, un insieme di fratelli e sorelle, in cui ognuno ha portato i propri doni per un arricchimento vicendevole.

La vita della Comunità ci regala poi lo Spirito, la vita piena.

Nella liturgia la Parola del Vangelo e’ un richiamo di Gesù a eliminare parte di noi stessi per non finire nel fuoco della Geenna. Questo ci vuole dire – ha continuato il Vescovo – che vivere il Giubileo, passare per la Porta Santa significa convertirsi, cambiare vita.

Gesù cita parti specifiche  corpo: la mano e’ qualcosa che ci serve per fare le cose; le mani servono per andare incontro agli altri, per fare una carezza, per abbracciare o giunte ci servono per pregare.

Quindi le mani ci dicono che questo nostro  “fare” sono in realtà  i doni di cui ognuno è dotato e per vivere una vita sana queste ricchezze vanno condivise.

I piedi rappresentano il cammino, immagine dell’entrare nella vita: Gesù ci chiede di accogliere la vita con tutto il suo carico di gioie e fatiche; di accogliere la vita come un dono e affidarsi a Lui scoprendo la Provvidenza che ci guida ed accompagna.

Infine l’occhio che serve non solo  per vedere le bellezze che ci circondano ma soprattutto servono per guardarci tra noi con uno sguardo da fratelli; per imparare a vedere in chi abbiamo accanto la presenza del Signore e accogliendo il fratello si accoglie Gesù stesso.

Questo è dunque il Giubileo che la Porta Santa ci invita a vivere per essere “sale” per gli altri.

Maria, che proprio nella celebrazione viene ricollocata nella sua sede, ci mostra com’e  questo può avvenire. Accogliendo la Madonna, venerandola e rivolgendoci potremmo fare in modo che la nostra vita sia proprio quel sale che non perde  sapore ed essere segno della Misericordia di Dio.

Al termine della Celebrazione Eucaristica’ i  sacerdoti, il Vescovo e l’intera assemblea si sono recati  nella Cappella che custodisce la teca con la statua della Madonna e dopo un momento di preghiera e’ stata scoperta l’effige della “Madre della Grazia Divina” in tutto il suo splendore: a conclusione l’atto di affidamento a Maria ha chiuso una celebrazione Eucaristica bella e partecipata da un gran numero di fedeli.

Ebbene si, e’ proprio così … Finalmente la Madre e’ tornata a casa!